L'AI vista da chi l'ha studiata vent'anni fa

Commento del 2021, prima dell'esplosione degli LLM. Molte delle cose che scrivevo allora le penso ancora, ma il contesto è cambiato: oggi l'AI non è più solo una questione scientifica, è una questione politica, economica e sociale. Il commento va letto con quella consapevolezza.

Ho studiato AI circa 20 anni fa e vedo che le critiche che si fanno oggi sono le stesse di una volta, nonostante gli enormi ed evidenti progressi in merito.

Certamente il termine "intelligenza" è stato scelto dal marketing e non dagli scienziati, mentre per definizione una macchina è considerata "pensante" se è in grado di fare la scelta "migliore" con i dati che ha a disposizione. In questo senso una macchina può davvero essere intelligente, tanto quanto un aereo è senz'altro in grado di volare pur non cercando minimamente di imitare il volo degli uccelli.

Dire che tutta la AI si basi sul "pattern recognition" o meglio ancora sulla classificazione è estremamente riduttivo. La classificazione è un sottoinsieme dell'apprendimento automatico che a sua volta è un sottoinsieme dell'intelligenza artificiale.

Un non informatico che vede dei semafori che viaggiano in autostrada vede il fallimento, a me invece sembra un risultato fantastico, il risultato in termini scientifici è notevole.

[Qui mi riferivo a quei video di demo di computer vision in cui il sistema di riconoscimento "vede" un semaforo dove non c'è, magari su un'immagine di un'autostrada. Un non informatico guarda la scena e pensa "ma che scarso, non riconosce nemmeno un semaforo!". Ma il punto non è l'errore: è che il sistema ha imparato qualcosa sulla forma dei semafori. Un essere umano non ci fa caso perché riconosce il contesto; la macchina non ha ancora quel livello di comprensione. Ma il salto tecnico rispetto a dieci anni prima è enorme.]

Già da oggi ci sono determinati ambiti in cui le macchine battono notevolmente gli umani, ho visto di recente un sistema che analizza le tac per la diagnosi di ictus, e che produce un risultato in un paio di minuti contro i 20-30 di una diagnosi manuale. Si tenga conto che ogni minuto di ritardo è un'enormità dal punto di vista clinico.

E tutta l'analisi dei big data? Senza le macchine non sarebbe possibile.

Significa che il computer è più intelligente di un umano? Certamente no, ma il suo aiuto è insostituibile. Va però scelto quando affidarsi ad esso: chi lascia il controllo del volante ad un sistema automatico non dimostra certamente più intelligenza della macchina cui si affida.