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java

Portable Tomcat

In questi giorni avevo necessità di testare nella mia macchina di sviluppo delle servlet utilizzando la versione portable di Apache Tomcat.

Di seguito la procedura che ho utilizzato.

Predisposizione Ambiente

Ho scelto di installare tutti i software portable sotto la directory sw della cartella dei documenti:

c:\Users\[username]\Documents\sw\

Ho quindi scaricato la versione 64-bit per Windows in formato zippato dalla sezione Download di Tomcat 10 ed ho estratto il contenuto in:

c:\Users\[username]\Documents\sw\apache-tomcat-10\

Il sistema richiede che sia definita la variabile di ambiente JRE_HOME, nel caso in cui non sia già configurata nel sistema è consigliabile predisporre il file setenv.bat all'interno della cartella bin come segue:

@echo off
set "JRE_HOME=c:\Program Files\Java\jdk-17.0.2\"
exit /b 0

Attivazione del server

Dato che si tratta di un ambiente di test, non ho necessità che il sistema sia sempre in esecuzione ma lo voglio lanciare quando necessario.

I comandi da lanciare sono pertanto, in sequenza, i seguenti:

setenv.bat
catalina.bat run

Mentre per terminare è sufficiente un normale CTRL+C.

Configurazione CmdEr

Dato che utilizzo il sistema CmdEr ho pensato di predisporre il seguente script che configura l'ambiente e lancia il server. L'ho chiamato catalina.cmd all'interno del seguente percorso C:\Users\[username]\Documents\sw\cmder\bin in modo che sia disponibile direttamente dalla console:

@echo on
pushd "c:\Users\[username]\Documents\sw\apache-tomcat-10.0.27\bin\"
call setenv.bat
call catalina.bat %*
popd

Configurazione utente Tomcat

Sotto la directory conf di Tomcat si trova il file di configurazione tomcat-users.xml al quale ho aggiunto, nella sezione users, la seguente definizione:

Accesso al sistema

Il sistema è accessibile quindi via browser al seguente indirizzo http://localhost:8080/.

L'installazione in ambiente di produzione richiede naturalmente una configurazione più attenta e curata (gestione privilegi utente, permessi file e directory, gestione servizi, gestione e rotazione log, ...) ma non è oggetto di questo articolo.

Recuperare una Password cifrata da Pentaho

Connessioni Database

Se si utilizza un repository centralizzato su database, Pentaho registra le informazioni legate alle connessioni (host_name, database_name, ..) nella tabella r_database, assieme alle credenziali in formato "offuscato". Non si tratta di un hash monodirezionale ma di un formato che, pur non direttamente leggibile, può essere facilmente decifrato.

select
  id_database,
  name,
  username,
  password
from
  r_database

Recupero password Offuscate

Le password offuscate sono precedute dalla stringa Encrypted. Se prendiamo come esempio la password prova, questa verrà salvata in tabella con la stringa Encrypted 2be98afc86aa7f2e4cb79ce60cc9db9db.

Quale metodo viene utilizzato per codificare e decodificare le password? Pentaho utilizza la libreria Encr.java che richiama diverse funzioni presenti in KettleTwoWayPasswordEncoder.java.

Un sistema per decifrare la password è dimostrato nella trasformazione Pentaho-Kettle-Password-Decrypt che lo trovo interessante perché permette di integrare la libreria Java che gestisce l'offuscamento delle password all'interno di una trasformazione, importanto la libreria e definendo la funzione da richiamare:

import org.pentaho.di.core.encryption.Encr;
Encr.decryptPassword(encrypted_password)

Tuttavia non è strettamente necessario utilizzare questo sistema.

Facendo una breve analisi del codice sorgente, si riesce facilmente ad individuare la logica del funzionamento, ovvero la definizione di una chiave "segreta":

public KettleTwoWayPasswordEncoder() {
    String envSeed = Const.NVL( EnvUtil.getSystemProperty( Const.KETTLE_TWO_WAY_PASSWORD_ENCODER_SEED ), "0933910847463829827159347601486730416058" ); // Solve for PDI-16512
    Seed = envSeed;
}

(che corrisponde alla costante KETTLE_TWO_WAY_PASSWORD_ENCODER_SEED nel caso essa sia configurata, oppure al valore fisso 0933910847463829827159347601486730416058)

e l'algoritmo di codifica/decodifica che, senza sorpresa, avviene semplicemente tramite OR esclusivo. Il codice che decifra la password, semplificando al massimo e togliendo diversi controlli, è sostanzialmente questo:

import java.math.BigInteger;

public class Main
{
        public static void main(String[] args) {
                String envSeed = "0933910847463829827159347601486730416058";
                String encrypted = "2be98afc807ce808daa1dab65d281bc8e";
                int RADIX = 16;

                BigInteger bi_confuse = new BigInteger( envSeed );
                BigInteger bi_r1 = new BigInteger( encrypted, RADIX );
                BigInteger bi_r0 = bi_r1.xor( bi_confuse );

                System.out.println(new String( bi_r0.toByteArray() ));
        }
}